Cultura, tradizioni ed enogastronomia a Udine. Vivi l'esperienza Friuli DOC per conoscere il territorio e le sue eccellenze. Udine 8-11 settembre 2016

I VINCITORI DEL "PREMIO ECCELLENZA FRIULI DOC 2015"

Joško Gravner, Giorgio Celiberti e Illy Caffè. Tre grandi nomi che grazie alle loro eccellenze hanno reso celebre il Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo. Saranno loro i vincitori della seconda edizione del “Premio eccellenza Friuli Doc 2015”

Joško Gravner, Giorgio Celiberti e Illy Caffè. Tre grandi nomi che grazie alle loro eccellenze hanno reso celebre il Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo. Saranno loro i vincitori della seconda edizione del “Premio eccellenza Friuli Doc 2015”, il riconoscimento che l’assessore comunale alle Attività Produttive e Turismo, Alessandro Venanzi, insieme con il sindaco Furio Honsell hanno voluto istituire dallo scorso anno. Il premio, attribuito a tre ambasciatori importanti dell’eccellenza regionale nel mondo, verrà consegnato domani, sabato, 12 settembre, alle 19.50 sul palco di piazza Matteotti. Proprio pochi minuti prima dell'esibizione del comico Diego Parassole che alle 20 sarà sullo stesso palco per presentare al pubblico di Friuli Doc il suo spettacolo “I consumisti mangiano i bambini”.


Gravner è uno dei più grandi produttori italiani di vino, anche se l'appellativo “italiano” gli sta stretto. Nato in Slovenia, cura con amore e dedizione la sua azienda agricola a Oslavia, dove vive, un paesino nel goriziano vicino al confine con la Slovenia. Nella sua vita ha sperimentato in cantina tutto quello “che le industrie chiamavano ultima tecnologia”. Joško, infatti, è un uomo che ha saputo innovare tornando alle origini. Dal 2001ha deciso di lasciare definitivamente la vinificazione tradizionale per sposare le anfore di origine georgiana che in antichità venivano utilizzate per la fermentazione. Gravner, chiamato per questo “maestro dell'anfora”, dopo un anno in questi antichi recipienti passa il vino in tini di legno dove rimane per altri sei anni. Un totale di sette, secondo lui un “numero magico”.


Classe 1929, udinese di nascita, Giorgio Celiberti non avrebbe bisogno di presentazioni. Comincia giovanissimo a dipingere, appena diciannovenne partecipa, infatti, alla Biennale di Venezia del 1948, la prima del dopoguerra. Agli inizi degli anni Cinquanta si trasferisce a Parigi, dove entra in contatto con i maggiori rappresentanti della cultura figurativa d’oltralpe. Dal 1957 al 1958 è a Londra: erano gli anni in cui dominava l’espressionismo di Bacon e Sutherland. Viaggiatore instancabile, curioso, assillato interiormente da una febbre di novità e di conoscenza, soggiorna negli Stati Uniti, in Messico, a Cuba, in Venezuela. Da queste esperienze ha tratto un repertorio di segni, di tecniche, che ha rielaborato negli anni successivi, sviluppando a partire dagli anni Sessanta una particolare passione per la scultura. Al rientro in Italia si trasferisce per un lungo e fruttuoso periodo a Roma, dove frequenta gli artisti di punta del panorama italiano. Il ritorno a Udine, verso la metà degli anni Sessanta, ha consentito a Celiberti di avviare un lavoro di riflessione su se stesso, che dura tuttora, ricco di esiti creativi caratterizzati sempre da una divorante ansia di sperimentazione.


Fondata nel 1933 a Trieste da Francesco Illy, l'azienda famosa in tutto il mondo per il proprio caffè, oggi è guidata dalla terza generazione della famiglia. Andrea ne è presidente e amministratore delegato, mentre Riccardo è il vicepresidente. Apprezzata nei cinque continenti per l’alta qualità e l’inconfondibile gusto vellutato del suo caffè, l’azienda ha costruito un mondo di intelligenza, esperienza, gusto, scienza e arte. Basti pensare che ha fondato l’Università del caffè per promuovere e diffondere in Italia e nel mondo la cultura del “nero”, come chiamano in bar a Trieste l'espresso. L'innovazione è stata sempre di casa nell'impresa del capoluogo regionale. Solo per citare due esempi, nel 1934 la Illy inventa e brevetta il sistema di confezionamento a “pressurizzazione con gas inerte”, per la conservazione degli aromi del caffè all’interno del barattolo. Nel 1935 deposita poi il brevetto ingegneristico di Illetta, macchina per il caffè espresso professionale di casa Illy. Una storia di successi e innovazione, dunque, che hanno portato l'azienda regionale ai vertici mondiali.

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